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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: D. Starnone\, K. Nashiki
DESCRIPTION:D. Starnone\, Scherzetto\nImmaginatevi un duello. A fronteggiarsi ci sono due maschi\, sangue dello stesso sangue. Il piú alto ha superato i settant’anni\, è un noto illustratore\, vive da molto tempo in assoluta solitudine. Il piú piccolo è una peste di quattro anni che parla come un libro stampato: un nipote visto sí e no due volte\, affidato alle cure del nonno per tre giorni interi. Tra quattro mura e un balcone\, nell’arco di settantadue ore\, si svolge questo racconto affilato\, un esemplare «scherzetto» da camera in cui convivono la rabbia di invecchiare e la fiducia nel futuro. \nI genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno\, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto\, un vecchio illustratore\, burbero e affaccendato\, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone\, nell’arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato\, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro\, tra alleanze\, rivalità e giochi non sempre divertenti\, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza\, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l’uomo dopo tanti anni\, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano\, piena di echi e di fantasmi. Dopo il successo di Lacci\, uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo\, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure\, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi. \nK. Nashiki\, Un’ estate con la trega dell’ovest\nMai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre\, preoccupata\, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po’\, in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova\, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la “Strega dell’Ovest”\, ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici\, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega\, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto\, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento\, lontane dalla frenesia della vita di città\, a lavorare nell’orto\, raccogliere erbe selvatiche e cucinare\, oltre a dedicarsi\, naturalmente\, a quelli che sono\, secondo la nonna\, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice\, negli anni\, l’autrice ha voluto aggiungere tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l’ambientazione e che proponiamo fedelmente nella presente edizione. \n“Per ottenere le cose che per te hanno più valore\, quelle che desideri di più\, può darsi che tu debba superare le prove più difficili.” \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:La valigia delle storie... Bat e Flamingo
DESCRIPTION:Il sabato mattina proponiamo due turni della valigia delle storie… letture animate per bambini dai 3 ai 8 anni\, dalle 10 alle 11.45.\nL’iniziativa è gratuita e la prenotazione è obbligatoria.\nAd ogni turno della valigia delle storie potrà partecipare un numero massimo di 7 bambini e se il tempo lo permette l’evento si svolgerà all’esterno.\nPer info e prenotazioni clicca qui \n  \nL’amicizia… che meraviglia!È possibile divertirsi insieme pur essendo completamente diversi? Bat è un pipistrello\, vive in una caverna umida e buia\, cerca il fresco\, ha piccole ali nere e dorme a testa in giù. Flamingo è un fenicottero\, ama il calore del sole\, vola alto con le sue grandi ali rosa e dorme su una zampa sola. Ma che importa\, i due si vogliono talmente bene che troveranno una soluzione!
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: K. Vonnegut\, E. Emingway
DESCRIPTION:K. Vonnegut\, Mattatoio N. 5\nMattatoio n. 5 è la storia semiseria di Billy Pilgrim\, un americano medio\, un uomo qualunque con però l’eccezionale capacità di passare da una dimensione spaziale all’altra. Senza essere in grado di impedire la cosa\, può trovarsi ora a Dresda durante la Seconda guerra mondiale\, ora nello zoo fantascientifico di Tralfamadore dove è esposto come esemplare della razza umana. Ma Mattatoio n. 5 è anche uno dei più importanti libri contro la guerra che siano mai stati scritti\, autentica pietra miliare della letteratura antimilitarista. Kurt Vonnegut trae ispirazione dalla sua personale esperienza bellica quando\, fatto prigioniero dai nazisti\, ebbe la ventura di assistere alla distruzione di Dresda\, la Firenze del Nord\, da parte degli Alleati. Fu testimone di uno dei più terribili bombardamenti della storia\, sopravvivendo grazie al suo osservatorio molto particolare: una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio\, adibita a deposito di carni\, nelle viscere della città. Quando alla fine uscì allo scoperto\, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. L’unico modo per narrare questa terribile esperienza\, di per sé assolutamente indicibile\, pare allora per Vonnegut quello visionario e di una comicità paradossale\, che sa affiancare con maestria sorriso e dolore\, grottesco e leggerezza della fantasia. \nE. Emingway\, Addio alle armi\nComposto febbrilmente tra il 1928 e il 1929\, “Addio alle armi” è la storia di amore e guerra che Hemingway aveva sempre meditato di scrivere ispirandosi alle sue esperienze del 1918 sul fronte italiano\, e in particolare alla ferita riportata a Fossalta e alla passione per l’infermiera Agnes von Kurowsky. I temi della guerra\, dell’amore e della morte\, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l’opera di Hemingway\, trovano in questo romanzo uno spazio e un’articolazione particolari. È la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti\, ma anche alle estreme precarietà dell’esistenza\, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale americano durante la ritirata di Caporetto si rivela\, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale è innamorato\, una decisa condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l’amore\, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità\, rimane un’aspirazione che l’uomo insegue disperatamente\, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:L'ora della Madeleine - Marcel Proust\, La fuggitiva
DESCRIPTION:Albertine scomparsa – La fuggitiva\n\n\n\n\n\nNella nostra lettura integrale della Recherche\, siamo arrivati alla seconda sezione di “Albertine scomparsa”\, il sesto volume dell’opera proustiana. Giudicato da Proust stesso «ciò che ho scritto di meglio»\, Albertine scomparsa (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio\, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata\, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo\, il penultimo libro della Recherche permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera\, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi eguali nella storia della letteratura. \nGiovedì 17 aprile\, alle ore 17\, discuteremo insieme in libreria della seconda parte di uno dei capolavori di Proust\, se non di tutta la letteratura francese. Vi aspettiamo in libreria! \n“Nella memoria\, in fondo a una strada che facevamo insieme per tornare a casa\, scorgevo\, più in là dell’ultimo villaggio\, una stazione lontana\, inaccessibile…” \n info@libreriasantandrea.it
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SUMMARY:La valigia delle storie... Papà è un albero
DESCRIPTION:Il sabato mattina proponiamo due turni della valigia delle storie… letture animate per bambini dai 3 ai 8 anni\, dalle 10 alle 11.45.\nL’iniziativa è gratuita e la prenotazione è obbligatoria.\nAd ogni turno della valigia delle storie potrà partecipare un numero massimo di 7 bambini e se il tempo lo permette l’evento si svolgerà all’esterno.\nPer info e prenotazioni clicca qui \nMaddy è una bambina determinata e piena di fantasia. Il suo papà farebbe di tutto per accontentarla. Anche rimanere tutto il giorno fermo come… un albero!
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: S. Agnello Hornby\, N. Ginzbur
DESCRIPTION:S. Agnello Hornby\, La Mennullara\nRoccacolomba. Sicilia. 25 Settembre 1963. E morta la Mennulara\, al secolo Maria Rosalia Inzerillo\, domestica della famiglia Alfallipe\, del cui patrimonio e stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice. Tutti ne parlano perche si favoleggia sulla ricchezza che avrebbe accumulato\, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perche sanno e non sanno\, perche c’e chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. Senza di lei Orazio Alfallipe\, uomo sensuale e colto\, avrebbe dissipato proprieta e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe\, una volta morto il marito\, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana\, Lilla\, Carmela e Gianni sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli\, tornati nel deserto del palazzo di famiglia\, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi illusi e beffati dalla donna\, apparentemente rozza e ignorante\, che ora ha lasciato loro uno strano testamento. Voci\, testimonianze e memorie lasciano emergere un affresco che e insieme uno straordinario ritratto di donna e un ebbro teatro mediterraneo di misteri e passioni\, di deliri sensuali e colori dell’aria\, di personaggi e di visioni memorabili. Un grande romanzo. Una grande storia siciliana. \nN. Ginzbur\, Lessico famigliare\n«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano\, allora\, intorno a me. Questo è\, in parte\, quel libro: ma solo in parte\, perché la memoria è labile\, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito.» \nLessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e piú duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare\, perché racconta la la storia di una famiglia ebraica e antifascista\, i Levi\, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi\, modi di dire\, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: «Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse\, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo\, possiamo essere\, l’uno con l’altro\, indifferenti\, o distratti. Ma basta\, fra noi\, una parola. Basta una parola\, una frase\, una di quelle frasi antiche\, sentite e ripetute infinite volte\, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire “Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna” o “De cosa spussa l’acido cloridrico”\, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti\, e la nostra infanzia e giovinezza\, legata indissolubilmente a quelle frasi\, a quelle parole». \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: G.G. Marquez\, P. Capriolo
DESCRIPTION:G.G. Marquez\, Cronaca di una morte annunciata\nCome nella migliore tradizione dei thriller\, García Márquez annuncia fin dalle prime righe chi sarà la vittima\, per poi tenere il lettore legato alla narrazione delle indagini intorno alle circostanze\, e alle ragioni\, dell’assassinio. E anche la definizione di «cronaca» per questo lungo racconto – o romanzo breve – è esatta: è il documento minuzioso e sottile di un’investigazione che ci rimanda alla grande abilità giornalistica dell’autore\, il quale però non dimentica quei lati misteriosi o magici – i sogni premonitori di Santiago – caratteristici della sua scrittura. E dunque\, Santiago Nasar morirà. Ma perché i fratelli Vicario vogliono ucciderlo e perché nessuno\, in paese\, cercherà di fermarli? \nP. Capriolo\, Irina Nikolaevna o l’arte del romanzo\nUn neo nero a forma di stella\, poco sopra il polso: Lady Brown non può fare a meno di notarlo mentre conduce il colloquio di assunzione con Irina Nikolaevna\, che rispondendo al suo annuncio si è candidata per diventare sua dama di compagnia. Così Irina le spiega di essere figlia illegittima di un gentiluomo di camera della zarina Maria Aleksandrovna e di essere vissuta a lungo “nell’orbita della corte”: ora è in cerca di un impiego\, ma nelle sue vene scorre il nobile sangue dei boiardi. Lady Brown non ha esitazioni\, e Irina Nikolaevna si trasferisce nella sua grande casa di Sanremo\, accanto a un compassato maggiordomo e a due personaggi silenziosi ma capaci di osservare ogni cosa con sorniona intelligenza: i gatti Lady Rowena e Sir Galahad. Per più di vent’anni le due donne vivranno insieme le stagioni della riviera ligure\, la mondanità invernale\, i languori estivi\, le calamità\, gli incontri sorprendenti: come quello con un ex insegnante anarchico che sembra riconoscere Irina\, o con il barone von Tronka\, che vorrebbe chiedere la sua mano\, o con Alfred Nobel\, tormentato dai presagi riguardo alle proprie invenzioni… Nella luce dorata della riviera ligure fin de siècle\, con il rombo del Novecento che si avvicina – in un’atmosfera così simile alla nostra recente “belle époque”\, spezzata all’improvviso dalla pandemia e dalla guerra – le due protagoniste di questo romanzo vivono e amano: o forse sognano\, perché è questo il modo migliore di vivere e di amare. Paola Capriolo costruisce un gioco letterario elegantissimo e profondo\, sul crinale tra la luce deludente della realtà e l’ombra affascinante delle grandi speranze. E celebra il potere della letteratura\, luogo più reale di quanto pensiamo\, dove si può scegliere una terza via: quella dell’immaginazione che tutto trasfigura. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:L'ora della Madeleine - Marcel Proust\, La fuggitiva
DESCRIPTION:Albertine scomparsa – La fuggitiva\n\n\n\n\n\nNella nostra lettura integrale della Recherche\, siamo arrivati alla prima sezione di “Albertine scomparsa”\, il sesto volume dell’opera proustiana. Giudicato da Proust stesso «ciò che ho scritto di meglio»\, Albertine scomparsa (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio\, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata\, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo\, il penultimo libro della Recherche permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera\, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi eguali nella storia della letteratura. \nGiovedì 6 marzo\, alle ore 17\, discuteremo insieme in libreria della prima parte di uno dei capolavori di Proust\, se non di tutta la letteratura francese. Vi aspettiamo in libreria! \n“Nella memoria\, in fondo a una strada che facevamo insieme per tornare a casa\, scorgevo\, più in là dell’ultimo villaggio\, una stazione lontana\, inaccessibile…” \n info@libreriasantandrea.it
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: G.J. Ballard\, S. Beckett
DESCRIPTION:G.J. Ballard\, Il condominio\nUn elegante condominio in una zona residenziale\, costruito secondo le più avanzate tecnologie\, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento\, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti\, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà\, la metamorfosi da paradiso a inferno\, la nascita di clan rivali\, il via libera a massacri e violenza. Il condominio\, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori\, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale\, si trasforma in una prigione per i condomini che\, costretti a lottare per sopravvivere\, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. “Era trascorso qualche tempo e\, seduto sul balcone a mangiare il cane\, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio\, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità\, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente\, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti\, il supermarket e le piscine\, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono\, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.” \nS. Beckett\, Aspettando Godot\nNon c’è da meravigliarsi che\, uscendo dal teatro\, la gente si chieda cosa diavolo ha visto. In casi come questo si finisce sempre per attribuire all’autore un preciso disegno simbolico\, e si rigira il testo pezzo per pezzo\, battuta per battuta\, cercando di ricostruire il puzzle. Si ha l’impressione che Beckett\, a casa sua\, stia ridendo malignamente alle nostre spalle\, mentre con una semplice intervista alla televisione potrebbe chiarire ogni cosa. Diremmo subito che\, a nostro parere\, pretendere a tutti i costi questo “sesamo apriti” non ha senso. Stabilire se Godot è Dio\, la Felicità\, o altro\, ha poca importanza; vedere se in Vladimiro ed Estragone la piccola borghesia che se ne lava le mani\, mentre Pozzo\, il capitalista\, sfrutta bestialmente Lucky\, il proletariato\, è perfettamente legittimo\, ma altrettanto legittima è la “chiave” cristiana\, per cui tutto\, dall’albero che si trova sulla scena\, e che dovrebbe rappresentare la Croce\, alla barba bianca di Godot\, si può spiegare Vangelo alla mano \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:La valigia delle storie... Pioggia
DESCRIPTION:Il sabato mattina proponiamo due turni della valigia delle storie… letture animate per bambini dai 3 ai 8 anni\, dalle 10 alle 11.45.\nL’iniziativa è gratuita e la prenotazione è obbligatoria.\nAd ogni turno della valigia delle storie potrà partecipare un numero massimo di 7 bambini e se il tempo lo permette l’evento si svolgerà all’esterno.\nPer info e prenotazioni clicca qui \n\n\n  \n“Stamattina\, quando mi sono svegliato\, stava piovendo! Non vedevo l’ora di uscire!” \nSam vorrebbe uscire\, e già fantastica di straordinarie avventure\, ma il nonno ha da fare e gli chiede di aspettare… e poi finalmente arriva il momento\, e le avventure saranno ancora più belle di quanto Sam sperava!
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: J.M. Coetzee\, A. Schnitzler
DESCRIPTION:J.M. Coetzee\, Vergogna\nA suo avviso\, per essere un uomo della sua età\, cinquantadue anni\, divorziato\, ha risolto il problema del sesso piuttosto bene». È la prima frase di Vergogna\, e chi la pronuncia\, il professor David Lurie\, quel problema non l’ha risolto affatto. Non a caso\, una sera Lurie invita a casa sua una studentessa e la seduce. Costretto a lasciare la professione\, Lurie si rifugia da sua figlia\, in campagna. Qui potrebbe trovare la pace\, e invece trova altra violenza – quella che tre sconosciuti esercitano sulla ragazza. Lurie vorrebbe denunciarli\, ma sua figlia si oppone\, sostenendo che il pericolo con cui i bianchi convivono è il prezzo da pagare per avere diritto alla terra. Dunque non c’è soluzione possibile\, i problemi restano aperti. Solo la vergogna continua… Vincitore del Booker Prize 1999\, Vergogna mette in scena\, senza essere direttamente politico\, la trasformazione del Sud Africa post-apartheid – un mondo ancora irrisolto e indeterminato come i personaggi di Coetzee\, come il loro destino. \nA. Schnitzer\, Doppio sogno\n“Un ballo in maschera\, due misteriose figure in domino rosso\, uno straniero insolente\, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano\, una sera\, «un’ombra di avventura\, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie\, giovani\, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano\, senza saperlo\, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e\, per tutti e due\, i desideri segreti occuperanno la scena\, per una notte\, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé\, tra la voluttà e l’angoscia. Come in un film di von Stroheim\, dalla Vienna borghese e tranquilla emergono inquietanti personaggi\, le maschere dilagano\, si aprono porte segrete\, si svelano esseri equivoci\, incombono giudici oscuri e feroci. Alla fine\, un fascio di fredda luce clinica illuminerà il corpo bianco ed esanime di una sconosciuta\, e in essa il protagonista riconoscerà «il cadavere pallido della notte passata\, destinato irrevocabilmente alla decomposizione». Non senza\, però\, aver anche irrevocabilmente mutato la vita del giovane medico e della sua compagna.\nInsieme al Ritorno di Casanova e alla Signorina Else\, il Doppio sogno (1926)\, racconto chiaroveggente e immerso in un incanto surreale\, è una delle riuscite supreme di Schnitzler\, ormai sempre più spesso riconosciuto\, in questi ultimi anni\, come uno dei grandi narratori psicologici della letteratura moderna\, per il sorprendente spessore e la temibile lucidità delle sue storie\, che sembrano aver dato fin dall’inizio per sottintese le scoperte della psicoanalisi. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: A. Nothomb\, V. Hugo
DESCRIPTION:Nothomb\, Sete\nDopo il processo e il giudizio di Pilato\, Gesù trascorre la sua ultima notte in cella\, profondamente afflitto dalle incredibili testimonianze dei suoi miracolati. Nello spazio-tempo creato dalla inesauribile penna di Amélie Nothomb prende vita questo romanzo in prima persona in cui la figura più universalmente nota al mondo occidentale\, ma anche la più oscura\, racconta di sé sulla soglia della propria morte. Ne viene fuori una preghiera urlata come un tributo alla vita\, come un inno alla fragilità dell’umano\, alla gioia del corpo\, all’abbandono dei sensi\, alla paura\, alla sofferenza\, alla compassione\, a quella strana cosa che si chiama amore. Sete\, uscito in Francia nel 2019\, è arrivato secondo al Prix Goncourt dello stesso anno.\nPrimo sangue\, suo trentesimo romanzo\, si è aggiudicato il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022. \nHugo\, L’ultimo giorno di un condannato\n“Il mio corpo è rinchiuso in una cella\, la mia mente imprigionata in un’idea” \nÈ anonimo l’autore che\, nel 1829\, dà alle stampe questo piccolo\, gigantesco libro. Ma è inconfondibilmente Victor Hugo. Sono anni in cui il progresso sembra trasportare l’umanità intera\, sul suo dorso poderoso\, verso un futuro di pace\, prosperità\, ricchezza e fratellanza. Ma negli stessi anni si tagliano ancora teste davanti a un pubblico pagante\, si marcisce in carcere\, ci si lascia morire per una colpa non sempre dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Hugo parla a nome dell’umanità\, come sempre\, e lo fa attraverso la voce di un uomo qualunque\, di un condannato qualunque\, di un miserabile che rappresenta tutti i miserabili di tutte le nazioni e di tutte le epoche. Un crimine di cui non conosciamo i dettagli lo ha fatto gettare in una cella. Persone di cui non conosciamo il nome dispongono della sua vita\, come divinità autoproclamate. Un’angoscia soffocante lo tortura\, giorno dopo giorno\, e gli fa desiderare che il tempo corra sempre più veloce. Verso la fine dell’attesa\, venga essa con la liberazione o con l’oblio. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:L'ora della madeléine - Marcel Proust\, La prigioniera
DESCRIPTION:La prigioniera\n\n\n\n\n\n\nQuasi come in una tragedia classica\, nel quinto libro della Recherche tutta l’azione si concentra attorno a due soli protagonisti\, il Narratore e Albertine\, in uno scenario di tempo e luogo – un appartamento borghese parigino – ben delimitato. Predomina quindi l’introspezione psicologica\, la descrizione dell’amore\, un amore quasi patologico\, fatto di sofferenza e gelosia. La Prigioniera (1923) si configura come una grandiosa indagine sul sentimento erotico che demolisce miti e stereotipi romantici e ne inaugura una concezione moderna. \n\n\n\nCi vediamo in libreria per parlarne giovedì 28 novembre alle ore 17
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: Musil\, Bufalino
DESCRIPTION:Musil\, I turbamenti dell’allievo Torless\nScritto e pubblicato nel 1906\, questo romanzo d’esordio del giovane Musil\, ispirato a vicende e ambientazioni autobiografiche\, narra\, attraverso episodi sadomaso .- che ricordano tristemente gli attuali episodi di bullismo – e dissertazioni filosofiche\, il difficile periodo adolescenziale di un gruppo di ragazzi in un severo collegio militare. “Vi è qualcosa di oscuro… qualcosa che non posso misurare con i pensieri\, una vita che non si esprime in parole e che pure mi appartiene”. Robert Musil (1880- 1942)\, scrittore austriaco\, è celebre soprattutto per il romanzo\, rimasto incompiuto\, L’uomo senza qualità. Tra le sue opere si ricordano anche I fantastici e Tre donne. \nBufalino\, Diceria dell’untore\nIniziata in tempi remoti e riscritta più volte\, “Diceria dell’untore” incontrò subito\, quando fu data alle stampe nel 1981\, un unanime consenso di critica e di pubblico. Stupiva l’esordio tardivo e riluttante dell’autore\, la sua distanza dai modelli correnti\, la composita ragione narrativa tramata di estasi e pena\, melodramma e ironia; non senza il contrappunto di una sotterranea inquietudine religiosa\, come di chi si dibatte tra la fatalità e l’impossibilità della fede… Stupiva\, l’oltranza lirica della scrittura\, disposta a compromettersi con tutte le malizie della retorica senza vietarsi di accogliere con abbandono l’impeto dei sentimenti più ingenui. La vicenda racconta un amore di sanatorio\, nel dopoguerra\, fra due malati\, un amore-duello sulla frontiera del buio. L’opera è arricchita da un’appendice di pagine inedite escluse dalla primitiva edizione. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: Flaubert\, Sciascia
DESCRIPTION:Flaubert\, Tre racconti\nTre famosi racconti di uno dei maggiori scrittori dell’Ottocento francese; tre vite esemplari fino alla morte\, vite terribili\, con frammenti di scarsa felicità. Raccontate con la nitidezza e la spietatezza minuziosa di Flaubert\, si stampano nella memoria pur nella loro diversità. Un cuore semplice è il transito su questa terra di una persona meno che umile\, la serva Felicita\, con le sue ristrette gioie e le molte afflizioni\, che si concludono con quello stupefacente pappagallo adorato e impagliato. La leggenda di San Giuliano Ospitaliere è invece una fiabesca vita medioevale\, tra l’esaltazione mistica e l’accanimento altruistico; e ultima Erodiade\, che è la storia della testa tagliata di San Giovanni Battista\, nella Palestina biblica al tempo dell’impero romano. \nSciascia\, Todo modo\nFra le querce e i castagni di un luogo imprecisato e delizioso si apre\, come un’oltraggiosa ferita\, uno spiazzo asfaltato chiuso da un edificio di cemento\, «orridamente bucato da finestre strette e oblunghe». Un albergo? Un eremo? Testimone casuale – ma che sempre meno crede nel caso –\, un pittore di fama si troverà a osservare\, per pochi\, terribili giorni\, ciò che avviene in quel luogo. «Esercizi spirituali»\, gli viene detto. Quegli esercizi che Ignazio di Loyola prescriveva di praticare todo modo\, «al fine di cercare e trovare la volontà divina». Qui\, attirati dal richiamo e dall’imperio di don Gaetano\, uomo di cui nessuno sa scorgere il fondo e che Sciascia delinea magistralmente\, convergono personaggi in diverso grado potenti\, i quali presto si dispongono a recitare il rosario in compatto quadrato\, producendo lo schianto di un coro «atterrito e isterico». Ciò che perseguono non è la volontà divina\, ma il delitto\, un’altra via dove «non ci si può fermare». Se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell’impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre\, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di Todo modo\, alla scansione crudele dei suoi episodi\, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe\, torbida e sinistra\, quale nessun altro romanziere italiano aveva saputo affrontare. Non meraviglia dunque che questo libro\, pubblicato nel 1974\, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei venti anni successivi. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: Jackson\, Kafka
DESCRIPTION:Jackson\, Abbiamo sempre vissuto nel castello\n\n\n\n«A Shirley Jackson\, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce»: con questa dedica si apre L’incendiaria di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa\, in uno stato di idilliaca felicità\, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani\, la buona cucina e il giardinaggio\, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima\, seduti a tavola\, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l’Estraneo (nella persona del cugino Charles)\, si snoda sotto i nostri occhi\, con piccoli tocchi stregoneschi\, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via\, disorientandoci\, ricorda molto da vicino i «brividi silenziosi e cumulativi» che – per usare le parole di un’ammiratrice\, Dorothy Parker – abbiamo provato leggendo La lotteria. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male – un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai ‘cattivi’\, ma come sotteso alla vita stessa\, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia. \nKafka\, Il disperso\nIl disperso è il primo romanzo di Franz Kafka\, il cosiddetto «romanzo americano»\, pubblicato postumo da Max Brod\, l’amico cui Kafka aveva richiesto di bruciare le sue opere. Uscito nel 1927 come America\, in questa nuova traduzione torna a vestirsi del titolo con cui Kafka\, nelle sue lettere\, vi si è sempre riferito. \nKarl Rossmann\, primo dei grandi protagonisti kafkiani\, viene spedito a New York dalla famiglia dopo essersi lasciato sedurre da una giovane domestica\, poi rimasta incinta. Karl non fa in tempo a scendere dalla nave che subito si ritrova sballottato tra personaggi con i quali è impossibile costruire rapporti sinceri\, condotto in luoghi labirintici e accusato di colpe che non ha commesso\, finché non intraprende un ultimo viaggio verso la promessa di un luogo che lo possa finalmente accogliere\, il Teatro di Oklahama. \nAllo stesso tempo sintesi dei temi ricorrenti nell’opera di Kafka – la solitudine\, il senso di abbandono\, la frustrazione per l’irrazionalità delle disgrazie –\, questo romanzo riesce a mostrare qualcosa di più rispetto agli altri testi\, qualcosa di inaspettato e che\, a causa della mancata conclusione definitiva\, appare solo accennato: il barlume di un lieto fine. Una possibilità di redenzione. \nCi vediamo in libreria! Per informazioni: info@libreriasantandrea
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io - Jerome\, Michon
DESCRIPTION:Jerome\, Tre uomini in barca\n\n\n\nJ.\, Harris e George compongono un terzetto alquanto balzano. J. ha la fissa della malattia: le ha passate tutte (gli manca solo il ginocchio della lavandaia). Harris – a suo dire – fa tutto lui\, ma tiene sempre in scacco gli altri con ordini e contrordini. George non farebbe che dormire\, ma la pigrizia è un vizio che non lo riguarda. Ai tre amici si accompagna un cane\, e anche lui ci mette la sua: Montmorency è un feroce fox-terrier certo di essere troppo buono per questo mondo. Tutti assieme fanno un viaggio in barca lungo le rive del Tamigi. Ne nasce una storia esilarante\, costellata di piccole sventure e comiche avventure\, con curiosi aneddoti di costume e ricordi di esperienze buffe\, in una serie di gag sulle gioie e i dolori della vita sul fiume. “Tre uomini in barca”\,  è ormai unanimemente considerato un classico della comicità anglosassone\, fatta di humour e nonsense\, che all’ironica paradossalità delle vicende narrate sa unire realistiche descrizioni delle campagne inglesi e brevi note di filosofia spicciola. \n  \n\n\n\nMichon\, Vite minuscole\nMolto audace: recuperando una tradizione che risale a Plutarco\, a Svetonio\, all’agiografia\, Michon ci racconta le vite di dieci personaggi non già illustri o esemplari\, ma\, appunto\, minuscoli: e dunque votati all’oblio se non intervenisse a riscattarli una lingua sontuosa\, di inusitata e abbagliante bellezza\, capace di «trasformare la carne morta in testo e la sconfitta in oro». Vite come quella dell’antenato Alain Dufourneau\, l’orfano che vuole «fare il salto nel colore e nella violenza»\, in Africa\, convinto che solo laggiù un contadino diventa un Bianco e\, fosse anche «l’ultimo dei figli malnati\, deformi e ripudiati della lingua madre»\, può sentirsi più vicino alla sua sottana di un Nero; o come quella\, lacerante\, di Eugène e Clara\, i nonni paterni\, inchiodati nel ruolo di «tramite di un dio assentato» – il padre\, il «comandante guercio»\, che ha preso il largo e da allora scandisce la vita del figlio come la stampella di Long John Silver\, nell’Isola del tesoro\, «percorre il ponte di una goletta piena di sotterfugi». Santi o losers\, paradigmi o catastrofici avatar del narratore\, ciascuno di questi personaggi ha in qualche modo ordito il suo destino\, istigato un’irreparabile lontananza\, fomentato la convinzione che solo nella più inattingibile letteratura c’è salvezza.\n \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:L'ora della madeléine - Marcel Proust\, Sodoma e Gomorra
DESCRIPTION:Sodoma e Gomorra\n\n\n\n\n\n\nNella nostra lettura integrale della Recherche\, siamo arrivati al quarto volume dell’opera proustiana\, Sodoma e Gomorra. Il romanzo è un’immersione profonda nelle sfumature\, nelle opacità\, nelle finzioni delle relazioni umane\, della società parigina e della sessualità nel contesto della Belle Époque. \nIl narratore continua il suo percorso di scoperta attraverso la società francese\, concentrandosi sulla vita mondana e sulle relazioni amorose di alcuni personaggi chiave\, anzitutto le figure ambigue e stranianti di Charlus e Albertine. Il titolo fa riferimento alle città bibliche di Sodoma e Gomorra\, simboli di corruzione e depravazione. \nIn questo volume\, Proust esplora la complessità dell’amore e della sessualità\, affrontando temi come l’omosessualità\, l’ipocrisia sociale e la ricerca dell’identità. Attraverso la sua prosa elaborata\, dipinge un ritratto intricato e suggestivo delle interazioni umane\, svelando le complesse dinamiche di desiderio e gelosia che muovono i personaggi come forze quasi “naturali”. “Sodoma e Gomorra” si inserisce nell’ambito della ricerca continua del narratore-autore intorno ai temi della memoria\, dell’esperienza vissuta e dello scorrere del tempo. \n\n\n\nCi vediamo in libreria per parlarne sabato 17 febbraio – 6 aprile – 25 maggio alle ore 16
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io - Lem\, Dick
DESCRIPTION:Lem\, Memorie trovate in una vasca da bagna\nIn un lontano futuro\, tra le rovine di una costruzione sepolta dalla lava\, viene ritrovato un manoscritto appartenente al Tardo Neogene. Su questa base un anonimo studioso tenta di ricostruire i caratteri di quella civiltà ormai in crisi\, scomparsa improvvisamente in seguito a una misteriosa epidemia che distrusse la carta\, cancellando quasi ogni memoria scritta dell’umanità\, e riporta alla luce il contenuto dell’unico documento miracolosamente scampato alla catastrofe: le Memorie trovate in una vasca da bagno. \nIntrecciando abilmente diversi generi\, dalla spy story al racconto gotico-fantastico\, fino al romanzo distopico\, e riecheggiando illustri precedenti\, primi tra tutti Potocki e Kafka\, in questa originalissima opera Lem affronta i grandi temi a lui cari: il rapporto tra individuo e potere\, l’impenetrabilità del mistero\, la necessità e l’inutilità assieme della ricerca di senso. \nDick\, Ubick\nEsiste una vita oltre vita\, uno spazio etereo in cui lo spirito dei defunti sopravvive alla morte in una dimensione sospesa tra il buio e la luce\, tra il colore e la bruma. Conservati in criostasi all’interno di speciali strutture\, i defunti possono comunicare con i loro cari tramite un congegno elettronico e fornire conforto\, lenire solitudini\, dispensare consigli. Ed è per avere consiglio che Glen Runciter\, a bordo della sua aviomobile\, sbarca sul tetto del Moratorium Diletti Fratelli\, la struttura svizzera dove la bellissima moglie Ella giace ormai da decenni in una bara trasparente\, avvolta in effluvi di nebbia ghiacciata. Runciter gestisce un’agenzia prudenziale\, la Runciter Associates\, di cui Ella era socia in vita\, che – avvalendosi di inerziali in grado di neutralizzare l’attività di telepati e precog – offre a clienti e aziende sicurezza e privacy dalle intrusioni delle spie psichiche. Uno dei telepati più temibili che gli uomini di Glen monitoravano è sparito dai radar della Runciter Associates. Non si tratta del primo “incidente” del genere\, e l’agenzia sta attraversando un momento di grossa difficoltà\, ci vuole un’idea. Ma lo spirito di Ella non è più quello di una volta: appare confusa\, distante\, a tratti assente. La sua semivita si sta lentamente spegnendo. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:L'ora della madeléine - Marcel Proust\, Sodoma e Gomorra
DESCRIPTION:Sodoma e Gomorra\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nNella nostra lettura integrale della Recherche\, siamo arrivati al quarto volume dell’opera proustiana\, Sodoma e Gomorra. Il romanzo è un’immersione profonda nelle sfumature\, nelle opacità\, nelle finzioni delle relazioni umane\, della società parigina e della sessualità nel contesto della Belle Époque. \nIl narratore continua il suo percorso di scoperta attraverso la società francese\, concentrandosi sulla vita mondana e sulle relazioni amorose di alcuni personaggi chiave\, anzitutto le figure ambigue e stranianti di Charlus e Albertine. Il titolo fa riferimento alle città bibliche di Sodoma e Gomorra\, simboli di corruzione e depravazione. \nIn questo volume\, Proust esplora la complessità dell’amore e della sessualità\, affrontando temi come l’omosessualità\, l’ipocrisia sociale e la ricerca dell’identità. Attraverso la sua prosa elaborata\, dipinge un ritratto intricato e suggestivo delle interazioni umane\, svelando le complesse dinamiche di desiderio e gelosia che muovono i personaggi come forze quasi “naturali”. “Sodoma e Gomorra” si inserisce nell’ambito della ricerca continua del narratore-autore intorno ai temi della memoria\, dell’esperienza vissuta e dello scorrere del tempo. \n\n\n\n\n\nCi vediamo in libreria per parlarne sabato 17 febbraio – 6 aprile – 25 maggio alle ore 16
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io - Svevo\,Bacà
DESCRIPTION:Svevo\, Senilità\nA trentacinque anni Emilio Brentani vive un’esistenza grigia accanto alla sorella Amalia\, una donna semplice e buona\, ma non più giovane né bella finché incontra Angiolina una vitale e “facile” popolana con cui intreccia una relazione. Emilio attribuisce a questo rapporto un significato che l’indole morale della ragazza non sa sostenere. L’amico Balli viene coinvolto nella vicenda e Angiolina ne diventa l’amante. Amalia se ne innamora nascostamente; quando il suo sentimento viene scoperto\, sentendosi frustrata e derisa si stordisce con l’etere e ne muore. Emilio\, completamente vinto dalle vicende\, rinuncia a sentirsi vivo e sceglie “la senilità”\, rinunciando così anche alle emozioni e ai sentimenti. \nBacà\, Benevolenza cosmica\nA Kurt O’Reilly non ne va bene una. Ma una\, eh? Il medico cui si rivolge per un piccolo fastidio gli spiega\, esterrefatto\, che in tutti i casi conosciuti quel problema ha un esito nefasto – tranne che nel suo. Sul lettino di un tatuatore\, una sensazionale pornostar gli lascia intravedere un paradiso a portata di mano. I soldi investiti distrattamente non fanno che moltiplicarsi. Persino il tassista che lo scorrazza in una Londra appena spostata nel futuro insiste per pagargli lui la corsa. No\, decisamente qualcuno trama alle sue spalle\, e a Kurt non resta che tentare di capire chi\, e perché. Un po’ alla volta una macchinazione verrà fuori… . \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io - Lansdale\, Durrenmatt
DESCRIPTION:Lansdale\, Mucho Mojo\nLo hanno soprannominato “Mojo storyteller” dal titolo di questo libro. “Mojo” è un po’ di magia nera con una spruzzata di sesso\, ma nella miscela Lansdale c’è anche parecchio horror e l’umorismo non manca mai. Qui c’è perfino lo scheletro di un bambino sepolto sotto il pavimento… Ma andiamo con ordine. Dopo essersi ripresi da una losca disavventura\, Hap Collins e Leonard Rine sono tornati alla loro vita di sempre\, fatta di lavoretti\, ozio e birre ghiacciate. Ma tutto cambia quando uno zio di Leonard muore e lascia il nipote erede di una casa fatiscente e di centomila dollari in contanti. I due si trasferiscono nell’antica dimora e decidono di ristrutturarla per rivenderla a un prezzo ragionevole\, ma ben presto fanno la macabra scoperta della creatura sotto le assi. Con l’aiuto non sempre compiaciuto di due poliziotti e il sostegno di una bella avvocatessa di colore\, Hap e Leonard scoprono una realtà ancor più agghiacciante: sono ormai dieci anni che\, nel mese di agosto\, scompare dal quartiere un bambino di colore\, povero e figlio illegittimo\, spesso di una prostituta. E gli indizi raccolti dai due investigatori sembrano convergere verso personaggi influenti della comunità\, i classici insospettabili. \n\n\nDurrenmatt\, Il giudice e il suo boia\nEsiste il delitto perfetto? Gastmann\, «demonio in forma umana»\, ne è convinto\, e per dimostrarlo al commissario Bärlach – e vincere la temeraria scommessa fatta in una bettola sul Bosforo – getta uno sconosciuto dal ponte di Galata. Ormai i due sono incatenati l’uno all’altro. Per oltre quarant’anni il commissario seguirà imperterrito le orme di Gastmann\, nel vano tentativo di fornire le prove dei delitti via via più audaci\, efferati e sacrileghi che costui ha commesso per capriccio. Finché un giorno l’assassinio dell’ispettore Schmied della polizia di Berna – la città dove Bärlach è nato\, e che lui chiama il suo «aureo sepolcro» – lo metterà nuovamente di fronte al suo nemico\, e al sinistro viluppo di trame politiche e finanziarie di cui questi tira le fila. A Bärlach non resta molto da vivere: giusto il tempo di regolare i conti una volta per tutte. Ormai ha emesso il suo verdetto – ed è una condanna a morte.\ Quando Georges Simenon\, che di noir se ne intendeva\, lesse questo romanzo cupo\, implacabile e lacerante\, disse semplicemente: «Non so che età abbia l’autore. Se è alla sua prima prova\, credo che farà strada». \n\n\nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io - Robinson\, Mansfield
DESCRIPTION:Robinson\, Le cure domestiche\nQuando le acque gelide del lago di Fingerbone si chiudono su un’altra anima\, in città a occuparsi di Ruth e Lucille\, le due bambine rimaste orfane\, torna la giovane zia Sylvie. Sylvie indossa abitini leggeri sotto il cappotto informe\, ama la luce e gli spazi aperti e viaggia per l’America sui treni merci. Sa che il miglior antidoto alla perdita è non avere e crede che la casa sia piú un luogo dell’anima che di regole e mattoni. Ruth e Lucille non hanno mai visto Fingerbone\, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen\, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago\, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario\, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona\, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e\, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle\, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l’attesa; quindi\, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni\, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. Con questo romanzo poetico e potentissimo Marilynne Robinson\, quasi venticinque anni prima di Gilead\, entrava magistralmente nel mondo delle grandi lettere\, oltre che nella mente e nel cuore dei lettori\, per non abbandonarli più. \nMansfield\, Preludio e altri racconti\nLe istantanee colte da Mansfield con lo sguardo indagatore di una macchina da presa diventano attimi rivelatori di intere esistenze\, momenti in grado di illuminare verità inaccessibili. \nTutti e tre i racconti di questo volume – Preludio (1918)\, Alla baia (1921) e La casa delle bambole (1922) – mettono in scena i membri di una stessa famiglia\, i Burnell\, per narrare tre volti di un’infanzia neozelandese che è poi quella dell’autrice. Segnati dal carattere inconfondibile dell’isola natale\, ma dotati di un respiro universale\, i tre testi di Katherine Mansfield tratteggiano esistenze votate all'”essere altrove” e ci parlano di trasferimenti\, di vacanze\, di scoperte\, di viaggi fisici o interiori\, tra l’esotismo di una natura sensuale e una percezione di straniamento sottile quanto ineludibile. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io - Buzzati\, Zannoni
DESCRIPTION:Buzzati\, Il deserto dei tartari\n\n\n\n\nAi limiti del deserto\, immersa in una sorta di stregata immobilità\, sorge la Fortezza Bastiani\, ultimo avamposto dell’Impero affacciato sulla frontiera con il grande Nord. E lì che il tenente Drogo consuma la propria esistenza nella vana attesa del nemico invasore. Che arriverà\, ma troppo tardi per lui. Pubblicato nel 1940\, “Il deserto dei Tartari” è “il libro della vita” di Dino Buzzati: nell’esistenza sospesa di Giovanni Drogo\, infatti\, i riti di un’aristocrazia militare decadente si mischiano a gerarchia\, obbedienza e alla cieca osservanza di regolamenti superati e anacronistici. La sua storia è una «sintesi della sorte dell’uomo sulla Terra»\, il racconto «del destino dell’uomo medio» in attesa di «un’ora di gloria che continua ad allontanarsi»\, finché\, ormai vecchio\, si accorgerà «che questa sua aspirazione è andata buca». «Probabilmente» ha rivelato l’autore «tutto è nato nella redazione del “Corriere della Sera”\, dal 1933 al 1939 ci ho lavorato tutte le notti\, ed era un lavoro pesante e monotono\, e i mesi passavano\, passavano gli anni e io mi chiedevo se sarebbe andata avanti sempre così\, se la grande occasione sarebbe venuta o no. Molto spesso avevo l’idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva». In questa edizione il testo è accompagnato dalla riproduzione di materiali inediti che permettono di ricostruire la genesi del romanzo e il suo percorso dalla pagina al grande schermo tra cambiamenti e finali diversi. \n\n\n\n\n\n\n\n\nZannoni\, I miei stupidi intenti\nQuesta è la lunga vita di una faina\, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi\, le colline erbose\, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo\, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno\, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno\, e si ritrova a doverli crescere da sola.\nGli animali in questo libro parlano\, usano i piatti per il cibo\, stoviglie\, tavoli\, letti\, accendono fuochi\, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza\, dura e spietata\, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto\, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon\, ed è una vecchia volpe piena di segreti\, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati\, la crudeltà quotidiana del vivere\, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia\, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri\, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale\, un miracolo silenzioso fra le foreste\, un’anomalia. A contraltare\, tra le pagine di questo libro\, il miracolo di una narrazione trascinante\, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana\, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.\nI miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido\, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza\, di futuro\, per chi vive di libri. \n  \n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:L'ora della Madeleine - Marcel Proust
DESCRIPTION:La parte di Guermantes – Mondanità parigina\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nNella nostra lettura integrale della Recherche\, siamo arrivati alla seconda sezione di La parte di Guermantes\, terzo volume dell’opera proustiana. Il pranzo a casa Guermantes sancisce l’ingresso del Narratore nel “bel mondo” che\, con i suoi riti e i suoi miti\, le soirée\, i palchi all’Opéra\, occupa tanta parte del libro. È la storia di un disinganno\, quello della snobistica attrazione per l’aristocrazia; un lungo\, rarefatto racconto capace di esaltare la “poesia perduta” della nobiltà e svelarne insieme la sterile frivolezza. Ma anche di approdare\, soprattutto grazie al personaggio del barone di Charlus che introduce in maniera vibrante il tema erotico\, a una dimensione che trascende la mondanità per giungere a profonde rivelazioni esistenziali. \n\n\n\n\n\nCi vediamo in libreria per parlarne o\, per chi non potesse partecipare in presenza\, in collegamento su Meet (link a richiesta inviando un’email a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:E sia poesia - Giorgio Caproni
DESCRIPTION:Tonino Repetto ci guiderà alla scoperta di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento\, Giorgio Caproni\, con un’attenzione particolare all’ultima raccolta\, in parte già preparata dall’autore\, ma uscita postuma (a cura di G. Agamben)\, Res amissa\, 1991. La sua poesia\, tra rarefazioni analogiche proprie dell’ermetismo e un timbro autobiografico molto personale\, è raccolta in una vasta produzione che attraversa l’intero secolo e che\, pur nelle differenze\, mostra una decisa coerenza di temi e di toni (Come un’allegoria\, 1936; Cronistoria\, 1943; Stanze della funicolare\, 1952; Il passaggio d’Enea\, prime e nuove poesie raccolte\, 1956; Il seme del piangere\, 1959; Congedo del viaggiatore cerimonioso e altre prosopopee\, 1965; Il “Terzo libro” e altre cose\, 1968; Il muro della terra\, 1975; Il franco cacciatore\, 1982; Il conte di Kevenhüller\, 1986 e il volume complessivo Poesie 1932-1986\, 1989). In prosa ha scritto un diario di guerra (Giorni aperti\, 1942)\, altre pagine evocative (Il gelo della mattina\, 1954)\, racconti (Il labirinto\, 1984). Ha tradotto finemente opere di Apollinaire\, Proust\, Céline\, Cendrars. \nCi vediamo in libreria\, ma chi non riuscisse a partecipare in presenza può collegarsi su meet (link a richiesta\, inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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