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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: D. Starnone\, K. Nashiki
DESCRIPTION:D. Starnone\, Scherzetto\nImmaginatevi un duello. A fronteggiarsi ci sono due maschi\, sangue dello stesso sangue. Il piú alto ha superato i settant’anni\, è un noto illustratore\, vive da molto tempo in assoluta solitudine. Il piú piccolo è una peste di quattro anni che parla come un libro stampato: un nipote visto sí e no due volte\, affidato alle cure del nonno per tre giorni interi. Tra quattro mura e un balcone\, nell’arco di settantadue ore\, si svolge questo racconto affilato\, un esemplare «scherzetto» da camera in cui convivono la rabbia di invecchiare e la fiducia nel futuro. \nI genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno\, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto\, un vecchio illustratore\, burbero e affaccendato\, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone\, nell’arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato\, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro\, tra alleanze\, rivalità e giochi non sempre divertenti\, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza\, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l’uomo dopo tanti anni\, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano\, piena di echi e di fantasmi. Dopo il successo di Lacci\, uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo\, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure\, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi. \nK. Nashiki\, Un’ estate con la trega dell’ovest\nMai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre\, preoccupata\, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po’\, in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova\, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la “Strega dell’Ovest”\, ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici\, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega\, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto\, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento\, lontane dalla frenesia della vita di città\, a lavorare nell’orto\, raccogliere erbe selvatiche e cucinare\, oltre a dedicarsi\, naturalmente\, a quelli che sono\, secondo la nonna\, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice\, negli anni\, l’autrice ha voluto aggiungere tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l’ambientazione e che proponiamo fedelmente nella presente edizione. \n“Per ottenere le cose che per te hanno più valore\, quelle che desideri di più\, può darsi che tu debba superare le prove più difficili.” \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: K. Vonnegut\, E. Emingway
DESCRIPTION:K. Vonnegut\, Mattatoio N. 5\nMattatoio n. 5 è la storia semiseria di Billy Pilgrim\, un americano medio\, un uomo qualunque con però l’eccezionale capacità di passare da una dimensione spaziale all’altra. Senza essere in grado di impedire la cosa\, può trovarsi ora a Dresda durante la Seconda guerra mondiale\, ora nello zoo fantascientifico di Tralfamadore dove è esposto come esemplare della razza umana. Ma Mattatoio n. 5 è anche uno dei più importanti libri contro la guerra che siano mai stati scritti\, autentica pietra miliare della letteratura antimilitarista. Kurt Vonnegut trae ispirazione dalla sua personale esperienza bellica quando\, fatto prigioniero dai nazisti\, ebbe la ventura di assistere alla distruzione di Dresda\, la Firenze del Nord\, da parte degli Alleati. Fu testimone di uno dei più terribili bombardamenti della storia\, sopravvivendo grazie al suo osservatorio molto particolare: una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio\, adibita a deposito di carni\, nelle viscere della città. Quando alla fine uscì allo scoperto\, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. L’unico modo per narrare questa terribile esperienza\, di per sé assolutamente indicibile\, pare allora per Vonnegut quello visionario e di una comicità paradossale\, che sa affiancare con maestria sorriso e dolore\, grottesco e leggerezza della fantasia. \nE. Emingway\, Addio alle armi\nComposto febbrilmente tra il 1928 e il 1929\, “Addio alle armi” è la storia di amore e guerra che Hemingway aveva sempre meditato di scrivere ispirandosi alle sue esperienze del 1918 sul fronte italiano\, e in particolare alla ferita riportata a Fossalta e alla passione per l’infermiera Agnes von Kurowsky. I temi della guerra\, dell’amore e della morte\, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l’opera di Hemingway\, trovano in questo romanzo uno spazio e un’articolazione particolari. È la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti\, ma anche alle estreme precarietà dell’esistenza\, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale americano durante la ritirata di Caporetto si rivela\, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale è innamorato\, una decisa condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l’amore\, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità\, rimane un’aspirazione che l’uomo insegue disperatamente\, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: S. Agnello Hornby\, N. Ginzbur
DESCRIPTION:S. Agnello Hornby\, La Mennullara\nRoccacolomba. Sicilia. 25 Settembre 1963. E morta la Mennulara\, al secolo Maria Rosalia Inzerillo\, domestica della famiglia Alfallipe\, del cui patrimonio e stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice. Tutti ne parlano perche si favoleggia sulla ricchezza che avrebbe accumulato\, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perche sanno e non sanno\, perche c’e chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. Senza di lei Orazio Alfallipe\, uomo sensuale e colto\, avrebbe dissipato proprieta e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe\, una volta morto il marito\, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana\, Lilla\, Carmela e Gianni sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli\, tornati nel deserto del palazzo di famiglia\, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi illusi e beffati dalla donna\, apparentemente rozza e ignorante\, che ora ha lasciato loro uno strano testamento. Voci\, testimonianze e memorie lasciano emergere un affresco che e insieme uno straordinario ritratto di donna e un ebbro teatro mediterraneo di misteri e passioni\, di deliri sensuali e colori dell’aria\, di personaggi e di visioni memorabili. Un grande romanzo. Una grande storia siciliana. \nN. Ginzbur\, Lessico famigliare\n«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano\, allora\, intorno a me. Questo è\, in parte\, quel libro: ma solo in parte\, perché la memoria è labile\, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito.» \nLessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e piú duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare\, perché racconta la la storia di una famiglia ebraica e antifascista\, i Levi\, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi\, modi di dire\, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: «Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse\, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo\, possiamo essere\, l’uno con l’altro\, indifferenti\, o distratti. Ma basta\, fra noi\, una parola. Basta una parola\, una frase\, una di quelle frasi antiche\, sentite e ripetute infinite volte\, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire “Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna” o “De cosa spussa l’acido cloridrico”\, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti\, e la nostra infanzia e giovinezza\, legata indissolubilmente a quelle frasi\, a quelle parole». \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: G.G. Marquez\, P. Capriolo
DESCRIPTION:G.G. Marquez\, Cronaca di una morte annunciata\nCome nella migliore tradizione dei thriller\, García Márquez annuncia fin dalle prime righe chi sarà la vittima\, per poi tenere il lettore legato alla narrazione delle indagini intorno alle circostanze\, e alle ragioni\, dell’assassinio. E anche la definizione di «cronaca» per questo lungo racconto – o romanzo breve – è esatta: è il documento minuzioso e sottile di un’investigazione che ci rimanda alla grande abilità giornalistica dell’autore\, il quale però non dimentica quei lati misteriosi o magici – i sogni premonitori di Santiago – caratteristici della sua scrittura. E dunque\, Santiago Nasar morirà. Ma perché i fratelli Vicario vogliono ucciderlo e perché nessuno\, in paese\, cercherà di fermarli? \nP. Capriolo\, Irina Nikolaevna o l’arte del romanzo\nUn neo nero a forma di stella\, poco sopra il polso: Lady Brown non può fare a meno di notarlo mentre conduce il colloquio di assunzione con Irina Nikolaevna\, che rispondendo al suo annuncio si è candidata per diventare sua dama di compagnia. Così Irina le spiega di essere figlia illegittima di un gentiluomo di camera della zarina Maria Aleksandrovna e di essere vissuta a lungo “nell’orbita della corte”: ora è in cerca di un impiego\, ma nelle sue vene scorre il nobile sangue dei boiardi. Lady Brown non ha esitazioni\, e Irina Nikolaevna si trasferisce nella sua grande casa di Sanremo\, accanto a un compassato maggiordomo e a due personaggi silenziosi ma capaci di osservare ogni cosa con sorniona intelligenza: i gatti Lady Rowena e Sir Galahad. Per più di vent’anni le due donne vivranno insieme le stagioni della riviera ligure\, la mondanità invernale\, i languori estivi\, le calamità\, gli incontri sorprendenti: come quello con un ex insegnante anarchico che sembra riconoscere Irina\, o con il barone von Tronka\, che vorrebbe chiedere la sua mano\, o con Alfred Nobel\, tormentato dai presagi riguardo alle proprie invenzioni… Nella luce dorata della riviera ligure fin de siècle\, con il rombo del Novecento che si avvicina – in un’atmosfera così simile alla nostra recente “belle époque”\, spezzata all’improvviso dalla pandemia e dalla guerra – le due protagoniste di questo romanzo vivono e amano: o forse sognano\, perché è questo il modo migliore di vivere e di amare. Paola Capriolo costruisce un gioco letterario elegantissimo e profondo\, sul crinale tra la luce deludente della realtà e l’ombra affascinante delle grandi speranze. E celebra il potere della letteratura\, luogo più reale di quanto pensiamo\, dove si può scegliere una terza via: quella dell’immaginazione che tutto trasfigura. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: G.J. Ballard\, S. Beckett
DESCRIPTION:G.J. Ballard\, Il condominio\nUn elegante condominio in una zona residenziale\, costruito secondo le più avanzate tecnologie\, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento\, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti\, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà\, la metamorfosi da paradiso a inferno\, la nascita di clan rivali\, il via libera a massacri e violenza. Il condominio\, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori\, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale\, si trasforma in una prigione per i condomini che\, costretti a lottare per sopravvivere\, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. “Era trascorso qualche tempo e\, seduto sul balcone a mangiare il cane\, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio\, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità\, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente\, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti\, il supermarket e le piscine\, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono\, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.” \nS. Beckett\, Aspettando Godot\nNon c’è da meravigliarsi che\, uscendo dal teatro\, la gente si chieda cosa diavolo ha visto. In casi come questo si finisce sempre per attribuire all’autore un preciso disegno simbolico\, e si rigira il testo pezzo per pezzo\, battuta per battuta\, cercando di ricostruire il puzzle. Si ha l’impressione che Beckett\, a casa sua\, stia ridendo malignamente alle nostre spalle\, mentre con una semplice intervista alla televisione potrebbe chiarire ogni cosa. Diremmo subito che\, a nostro parere\, pretendere a tutti i costi questo “sesamo apriti” non ha senso. Stabilire se Godot è Dio\, la Felicità\, o altro\, ha poca importanza; vedere se in Vladimiro ed Estragone la piccola borghesia che se ne lava le mani\, mentre Pozzo\, il capitalista\, sfrutta bestialmente Lucky\, il proletariato\, è perfettamente legittimo\, ma altrettanto legittima è la “chiave” cristiana\, per cui tutto\, dall’albero che si trova sulla scena\, e che dovrebbe rappresentare la Croce\, alla barba bianca di Godot\, si può spiegare Vangelo alla mano \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: J.M. Coetzee\, A. Schnitzler
DESCRIPTION:J.M. Coetzee\, Vergogna\nA suo avviso\, per essere un uomo della sua età\, cinquantadue anni\, divorziato\, ha risolto il problema del sesso piuttosto bene». È la prima frase di Vergogna\, e chi la pronuncia\, il professor David Lurie\, quel problema non l’ha risolto affatto. Non a caso\, una sera Lurie invita a casa sua una studentessa e la seduce. Costretto a lasciare la professione\, Lurie si rifugia da sua figlia\, in campagna. Qui potrebbe trovare la pace\, e invece trova altra violenza – quella che tre sconosciuti esercitano sulla ragazza. Lurie vorrebbe denunciarli\, ma sua figlia si oppone\, sostenendo che il pericolo con cui i bianchi convivono è il prezzo da pagare per avere diritto alla terra. Dunque non c’è soluzione possibile\, i problemi restano aperti. Solo la vergogna continua… Vincitore del Booker Prize 1999\, Vergogna mette in scena\, senza essere direttamente politico\, la trasformazione del Sud Africa post-apartheid – un mondo ancora irrisolto e indeterminato come i personaggi di Coetzee\, come il loro destino. \nA. Schnitzer\, Doppio sogno\n“Un ballo in maschera\, due misteriose figure in domino rosso\, uno straniero insolente\, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano\, una sera\, «un’ombra di avventura\, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie\, giovani\, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano\, senza saperlo\, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e\, per tutti e due\, i desideri segreti occuperanno la scena\, per una notte\, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé\, tra la voluttà e l’angoscia. Come in un film di von Stroheim\, dalla Vienna borghese e tranquilla emergono inquietanti personaggi\, le maschere dilagano\, si aprono porte segrete\, si svelano esseri equivoci\, incombono giudici oscuri e feroci. Alla fine\, un fascio di fredda luce clinica illuminerà il corpo bianco ed esanime di una sconosciuta\, e in essa il protagonista riconoscerà «il cadavere pallido della notte passata\, destinato irrevocabilmente alla decomposizione». Non senza\, però\, aver anche irrevocabilmente mutato la vita del giovane medico e della sua compagna.\nInsieme al Ritorno di Casanova e alla Signorina Else\, il Doppio sogno (1926)\, racconto chiaroveggente e immerso in un incanto surreale\, è una delle riuscite supreme di Schnitzler\, ormai sempre più spesso riconosciuto\, in questi ultimi anni\, come uno dei grandi narratori psicologici della letteratura moderna\, per il sorprendente spessore e la temibile lucidità delle sue storie\, che sembrano aver dato fin dall’inizio per sottintese le scoperte della psicoanalisi. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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DESCRIPTION:Nothomb\, Sete\nDopo il processo e il giudizio di Pilato\, Gesù trascorre la sua ultima notte in cella\, profondamente afflitto dalle incredibili testimonianze dei suoi miracolati. Nello spazio-tempo creato dalla inesauribile penna di Amélie Nothomb prende vita questo romanzo in prima persona in cui la figura più universalmente nota al mondo occidentale\, ma anche la più oscura\, racconta di sé sulla soglia della propria morte. Ne viene fuori una preghiera urlata come un tributo alla vita\, come un inno alla fragilità dell’umano\, alla gioia del corpo\, all’abbandono dei sensi\, alla paura\, alla sofferenza\, alla compassione\, a quella strana cosa che si chiama amore. Sete\, uscito in Francia nel 2019\, è arrivato secondo al Prix Goncourt dello stesso anno.\nPrimo sangue\, suo trentesimo romanzo\, si è aggiudicato il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022. \nHugo\, L’ultimo giorno di un condannato\n“Il mio corpo è rinchiuso in una cella\, la mia mente imprigionata in un’idea” \nÈ anonimo l’autore che\, nel 1829\, dà alle stampe questo piccolo\, gigantesco libro. Ma è inconfondibilmente Victor Hugo. Sono anni in cui il progresso sembra trasportare l’umanità intera\, sul suo dorso poderoso\, verso un futuro di pace\, prosperità\, ricchezza e fratellanza. Ma negli stessi anni si tagliano ancora teste davanti a un pubblico pagante\, si marcisce in carcere\, ci si lascia morire per una colpa non sempre dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Hugo parla a nome dell’umanità\, come sempre\, e lo fa attraverso la voce di un uomo qualunque\, di un condannato qualunque\, di un miserabile che rappresenta tutti i miserabili di tutte le nazioni e di tutte le epoche. Un crimine di cui non conosciamo i dettagli lo ha fatto gettare in una cella. Persone di cui non conosciamo il nome dispongono della sua vita\, come divinità autoproclamate. Un’angoscia soffocante lo tortura\, giorno dopo giorno\, e gli fa desiderare che il tempo corra sempre più veloce. Verso la fine dell’attesa\, venga essa con la liberazione o con l’oblio. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: Musil\, Bufalino
DESCRIPTION:Musil\, I turbamenti dell’allievo Torless\nScritto e pubblicato nel 1906\, questo romanzo d’esordio del giovane Musil\, ispirato a vicende e ambientazioni autobiografiche\, narra\, attraverso episodi sadomaso .- che ricordano tristemente gli attuali episodi di bullismo – e dissertazioni filosofiche\, il difficile periodo adolescenziale di un gruppo di ragazzi in un severo collegio militare. “Vi è qualcosa di oscuro… qualcosa che non posso misurare con i pensieri\, una vita che non si esprime in parole e che pure mi appartiene”. Robert Musil (1880- 1942)\, scrittore austriaco\, è celebre soprattutto per il romanzo\, rimasto incompiuto\, L’uomo senza qualità. Tra le sue opere si ricordano anche I fantastici e Tre donne. \nBufalino\, Diceria dell’untore\nIniziata in tempi remoti e riscritta più volte\, “Diceria dell’untore” incontrò subito\, quando fu data alle stampe nel 1981\, un unanime consenso di critica e di pubblico. Stupiva l’esordio tardivo e riluttante dell’autore\, la sua distanza dai modelli correnti\, la composita ragione narrativa tramata di estasi e pena\, melodramma e ironia; non senza il contrappunto di una sotterranea inquietudine religiosa\, come di chi si dibatte tra la fatalità e l’impossibilità della fede… Stupiva\, l’oltranza lirica della scrittura\, disposta a compromettersi con tutte le malizie della retorica senza vietarsi di accogliere con abbandono l’impeto dei sentimenti più ingenui. La vicenda racconta un amore di sanatorio\, nel dopoguerra\, fra due malati\, un amore-duello sulla frontiera del buio. L’opera è arricchita da un’appendice di pagine inedite escluse dalla primitiva edizione. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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SUMMARY:Leggi tu che leggo anch'io: Flaubert\, Sciascia
DESCRIPTION:Flaubert\, Tre racconti\nTre famosi racconti di uno dei maggiori scrittori dell’Ottocento francese; tre vite esemplari fino alla morte\, vite terribili\, con frammenti di scarsa felicità. Raccontate con la nitidezza e la spietatezza minuziosa di Flaubert\, si stampano nella memoria pur nella loro diversità. Un cuore semplice è il transito su questa terra di una persona meno che umile\, la serva Felicita\, con le sue ristrette gioie e le molte afflizioni\, che si concludono con quello stupefacente pappagallo adorato e impagliato. La leggenda di San Giuliano Ospitaliere è invece una fiabesca vita medioevale\, tra l’esaltazione mistica e l’accanimento altruistico; e ultima Erodiade\, che è la storia della testa tagliata di San Giovanni Battista\, nella Palestina biblica al tempo dell’impero romano. \nSciascia\, Todo modo\nFra le querce e i castagni di un luogo imprecisato e delizioso si apre\, come un’oltraggiosa ferita\, uno spiazzo asfaltato chiuso da un edificio di cemento\, «orridamente bucato da finestre strette e oblunghe». Un albergo? Un eremo? Testimone casuale – ma che sempre meno crede nel caso –\, un pittore di fama si troverà a osservare\, per pochi\, terribili giorni\, ciò che avviene in quel luogo. «Esercizi spirituali»\, gli viene detto. Quegli esercizi che Ignazio di Loyola prescriveva di praticare todo modo\, «al fine di cercare e trovare la volontà divina». Qui\, attirati dal richiamo e dall’imperio di don Gaetano\, uomo di cui nessuno sa scorgere il fondo e che Sciascia delinea magistralmente\, convergono personaggi in diverso grado potenti\, i quali presto si dispongono a recitare il rosario in compatto quadrato\, producendo lo schianto di un coro «atterrito e isterico». Ciò che perseguono non è la volontà divina\, ma il delitto\, un’altra via dove «non ci si può fermare». Se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell’impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre\, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di Todo modo\, alla scansione crudele dei suoi episodi\, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe\, torbida e sinistra\, quale nessun altro romanziere italiano aveva saputo affrontare. Non meraviglia dunque che questo libro\, pubblicato nel 1974\, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei venti anni successivi. \nCi vediamo in libreria per parlare di questi libri e per chi non potesse partecipare potrà collegarsi su meet (link a richiesta inviando una mail a info@libreriasantandrea.it)
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